2ª GIORNATA: AREZZO – PALERMO 2-3 MA E’ UNA DOMENICA SPECIALE


Quella scorsa, per me, è stata una domenica speciale, cominciata pensate, già da questa estate, dopo che erano stati resi ufficiali i calendari. Quella domenica avevo mio figlio a pranzo con mio nipote (è separato, quindi ha il figlio una domenica si e una no), e la butto là: “sabato 29 c’è AREZZO – Palermo, ci vieni a vedere la partita? “ chiedo a mio figlio. Fa un po’ di calcoli e dice: “si, Alessandro è con me, tu fammi sapere se riesci a prendere i biglietti”. Lunedì 24 è subito corsa al biglietto e, dopo varie peripezie, riesco a prendere gli ultimi 3 biglietti disponibili per la tribuna Laterale Sud, proprio sull’ultima fila e avverto mio figlio. Nel frattempo anche mio fratello aveva fatto lo stesso: dopo oltre 25 anni tornerà allo stadio a vedere l’AREZZO, insieme al figlio Daniele (ex giocatore della Berretti amaranto, anni tra il 97 e il 99, non ricordo bene il periodo, ma lui è un 79!) ed il nipote Davide. Insieme, possiamo dire, 3 generazioni allo stadio. La partenza per Arezzo, ieri è fissata, da casa mia per le ore 16,30; mio figlio abita a Spina, una frazione di Marsciano, circa 70 Km da casa mia, ma è puntualissimo. Partiamo ed arriviamo ad Arezzo che sono appena passate le 17,10: non c’è posto al parcheggio delle scuole, subito dopo la chiesa della Madonna delle Grazie e ci avviamo verso lo stadio, in mezzo ad una fila interminabile di tifosi, e già mio nipote comincia con le domande: “Nonno fra quanto arriviamo allo stadio?” Nonno, ma facciamo in tempo prima che inizi la partita? E via dicendo. Passiamo i tornelli e ci avviamo verso l’ingresso, lui con il suo biglietto in mano, con la maglietta amaranto che gli ho regalato 7 anni fa, che comincia a stargli adesso, il nome impresso sulla schiena. In settimana mi prendeva in giro, dicendomi che avrebbe tifato Palermo, perché in porta c’era Perin e all’attacco Pohjanpalo (conosce quasi tutti i giocatori che giocano in Italia, patito della play station di suo padre, che invece, ahimè, tifa Perugia), ma adesso che è seduto accanto a me “sente” probabilmente la “mia” passione amaranto. “Nonno da dove escono le squadre? … dov’è la postazione Var che non la vedo? … perché ci sono 3 conometri” … L’Arezzo giocherà verso la curva sud nel primo tempo? …” poi lo speaker comincia la lettura delle formazioni e mi fa: “Nonno, guarda, ci sono i giocatori dell’AREZZO sul maxi schermo!!!” mi fa, tutto entusiasta. Sente l’Inno e mi fa: “Nonno ma tu non lo sai l’inno, che non lo canti?”. “Lo so lo so, gli dico, la prossima volta lo canterò anch’io, insieme a te” “Ma io non lo conosco…”. Comincia la partita, parte bene l’AREZZO e lui accenna ad un applauso, e guarda suo padre. Segna il Palermo e sembra triste, perché mi vede un po’ rabbuiato e mi fa: “Dai nonno, tranquillo, che se l’AREZZO gioca come ha fatto nei primi minuti, prima o poi pareggia!” Comincia, in effetti, un predominio quasi continuo degli amaranto e quando c’è il fallo da rigore netto! – lo ha ammesso perfino mio figlio: … se non si danno questi rigori, che ci sta a fare il var? questo è netto – sbotta, senza che gli abbia chiesto niente… Intervallo, e mio nipote subito: “Nonno, quando gioca la prossima partita in casa l’AREZZO?” Guardo mio figlio, per sapere cosa ne pensa: quella domenica, mio nipote sarà con la mamma e lui glielo fa notare: “Chiedilo alla mamma, se ti ci manda, il nonno ti viene a prendere, pranzate e venite allo stadio…” Ricomincia la partita, ancora AREZZO in avanti, ma poi arriva la prima doccia fredda, il raddoppio del Palermo, con il gran gol di Ranocchia, e mio nipote si azzitta… La reazione amaranto è veemente e porta al quasi immediato gol dell’AREZZO: 2-1 e mio nipote esulta, abbracciandomi mentre urlo al gol! Applaude convinto, quando lo stadio urla il nome di Cianci, e poi mi dice “Nonno, ora l’AREZZO pareggia vedrai! Sta giocando meglio del Palermo!” gli sorrido, senza sapere se sono più felice per il gol dell’AREZZO o per la sua fanciullesca, innocente, spontanea gioia! La partita riprende, è ancora l’AREZZO a condurre le danze, mentre il Palermo appare quasi intimorito. Ancora un quarto d’ora di bel gioco, poi la nuova espolosione! “Nonno chi ha segnato?” mi chiede mentre mi abbraccia e salta come un capretto! “Tavernelli” gli dico e lui: “Quello di Castello! Che bello!!!” e poi urla il suo primo “FORZA AREZZO”. Il cuore è in tumulto, per la gioia del pareggio ma anche e soprattutto, lasciatemelo dire, per l’entusiasmo di mio nipote. Arriva il gran gol di Augello, al 94, a sciupare quella gioia, mentre il suo viso si rattrista. Pochi secondi e poi mi dice: “Non è giusto, l’AREZZO meritava di vincere; se non ci fosse stato quell’arbitro stronzo che ha negato il rigore l’AREZZO avrebbe vinto!). Suo padre lo guarda, sembra voglia rimproverarlo per quell’ultima espressione, invece gli sorride e gli dice”Alessandro, il calcio è questo, purtroppo è andata così. L’AREZZO, questo AREZZO, babbo, non meritava di perdere; gran bella squadra, questa: copre bene il campo, ha ottimi giocatori, peccato che abbiano sbagliato tanti gol e i cambi, che secondo me, hanno indebolito la squadra” Detto da un “perugino” sfegatato, ragazzi, è il più bel complimento che mi potesse fare!

Riprendiamo la strada di casa, oggi ci rivedremo, e sarà ancora un gran parlare dell’AREZZO.

Che dire di più? Abbiamo perso una partita, contro il Palermo ci stava, quindi nessun dramma. Ripartiamo dalla prestazione, consapevoli ancor di più della nostra forza, e con qualche certezza in più: possiamo giocarcela alla pari con tutte, perché non tutte le altre squadre avranno la forza di questo Palermo. Adesso cerchiamo di non deludere questo piccolo nuovo tifoso, che vuole tornare a vedervi, ragazzi, perché, sono parole sue: “voglio tornare a vedere l’AREZZO CHE VINCE!”

E allora, aggiungo alla mia voce anche la sua, per continuare ad urlare FORZA AREZZO!!!! 

di Patrizio Blonda