Verona-Arezzo, il prossimo esame al Bentegodi: tutto quello che c’è da sapere sui gialloblù

Dopo Avellino e Palermo, per l’Arezzo arriva un’altra sfida dal grande fascino. Domenica 6 settembre, alle 17.15, gli amaranto saranno di scena al “Marcantonio Bentegodi” contro l’Hellas Verona, retrocesso dalla Serie A e chiamato a risalire immediatamente in massima categoria. A dirigere l’incontro sarà il fischietto Zufferli, coadiuvato dagli assistenti Cavallina ed El Filali.
La partita si giocherà in contemporanea con la 150ª edizione della Giostra del Saracino, che animerà piazza Grande. Domenica Aretina divisa quindi in due, tra lo stadio veronese e la lizza cittadina.
Il Verona non arriva al confronto nel momento migliore: appena un punto in due giornate, frutto del pareggio 1-1 nel derby sul campo del Padova, dopo la sorprendente sconfitta interna per 1-2 contro l’Ascoli. A metà settimana, però, gli scaligeri hanno trovato morale con la vittoria in Coppa Italia contro il Cagliari.
Per una società con la storia e la dimensione del Verona, la Serie B non può che essere considerata una parentesi. La rosa è stata costruita con diversi giocatori di esperienza e con elementi già abituati alla massima serie. Il problema, almeno in questo avvio, sembra essere trovare rapidamente equilibrio e continuità: la squadra ha qualità, ma le prime due giornate hanno evidenziato difficoltà nella gestione delle partite, al punto che attorno a Marco Baroni si respira già un po’ di pressione da parte della tifoseria.
A guidare il Verona è Marco Baroni, tecnico che conosce molto bene sia la Serie A sia la Serie B e che ha mosso i primi passi in panchina alla Rondinella e poi al Montevarchi.
Per la sfida contro l’Arezzo, Baroni dovrebbe confermare il suo 4-2-3-1, con Leali tra i pali. In difesa, atteso l’esordio dal primo minuto di Zappa, arrivo dell’ultima finestra di mercato dal Cagliari, sulla corsia destra, in un reparto completato da Slotsager, Edmundsson e Bradaric sulla sinistra. In mediana i favoriti per il doppio pivot sono Bernede e Le Borgne, con Kastanos partito dalla panchina. Davanti, il terzetto Sarr, Harroui e Compagnon dovrebbe agire alle spalle dell’unica punta Mulattieri.
Non sarà della partita Suat Serdar: il centrocampista tedesco, out da febbraio dopo l’operazione al legamento crociato del ginocchio, sta completando il rientro alla piena condizione e difficilmente sarà tra i titolari.
Il primo nome da temere resta comunque quello di Serdar, che quando tornerà al meglio della condizione rappresenterà uno degli uomini di maggiore qualità della rosa scaligera, capace di dare ritmo e fisicità alla manovra.
In mezzo al campo attenzione ad Abdou Harroui, nato in Olanda e di passaporto marocchino, con un passato tra Frosinone e Sassuolo: giocatore tecnico e dinamico, capace di inserirsi e di giocare tra le linee.
Sulle fasce occhio a Mattia Compagnon, mentre davanti Samuele Mulattieri rappresenta il principale terminale offensivo. L’attaccante italiano ha già una buona esperienza in Serie B e può essere pericoloso soprattutto quando attacca la profondità.
Da non sottovalutare Domagoj Bradaric, terzino sinistro dotato di spinta e qualità nel cross, e Nicola Leali, portiere di esperienza chiamato a dare sicurezza a una difesa che in questo avvio non è ancora sembrata registrata. La rosa comprende inoltre elementi come Pawel Dawidowicz, Grigoris Kastanos e Tomas Suslov.
Per l’Arezzo sarà fondamentale non concedere campo alle transizioni offensive del Verona e limitare la qualità individuale degli uomini offensivi avversari, senza lasciarsi condizionare dal peso dell’ambiente.
La partita avrà un significato particolare per Nello Cutolo, oggi DS dell’Arezzo. Nello vestì la maglia del Verona per circa un anno e mezzo, arrivandoci proprio dall’Arezzo: un’esperienza che coincise con uno dei momenti più bui della storia recente del club scaligero.
Era la stagione 2006/2007 e l’Hellas si ritrovò invischiato fino all’ultima giornata nella lotta per non retrocedere in Serie C. Il campionato si chiuse con Verona e Spezia appaiate a pari punti, e la salvezza si decise ai playout, andata e ritorno. Fu proprio nella gara d’andata che Cutolo ebbe sui piedi l’occasione per indirizzare la doppia sfida a favore dei gialloblù, ma sbagliò un calcio di rigore in movimento che avrebbe potuto valere il colpo del ko. Al termine del doppio confronto fu lo Spezia a salvarsi, e il Verona retrocesse in Serie C: un epilogo che il popolo gialloblù ha sempre associato, ingiustamente o meno, a quell’errore, vissuto come un macigno sull’esito della stagione.
Cinque anni più tardi, il 16 settembre 2011, il destino portò Cutolo a fare ritorno proprio al “Bentegodi”, questa volta con la maglia del Padova: quinta giornata della Serie B 2011/2012, derby veneto acceso e sentitissimo, con i biancoscudati lanciati a razzo in classifica e un Verona reduce dalla risalita in cadetteria, allenato da Andrea Mandorlini.
Sull’ex si abbatterono fischi e cori di ogni tipo per tutto il primo tempo, ma al 30′ arrivò la rivincita: palla al limite dell’area, sinistro che si insacca sotto la traversa. Gol. Cutolo esplose in una corsa sfrenata avanti e indietro per il prato del Bentegodi, si portò provocatoriamente le mani alle orecchie verso la curva avversaria e si voltò a zittire anche la panchina scaligera, con Mandorlini seduto a bordo campo.
Un’esultanza che a Verona nessuno ha mai dimenticato: l’ultima volta che sono stato in città, durante un aperitivo con amici in via dei Pellicciai, il discorso è finito su Cutolo e ho rischiato di prendere qualche schiaffo.
Tornando al campo il quadro è abbastanza chiaro: il Verona ha più esperienza, maggiore profondità e individualità di categoria superiore, ma le prime due giornate hanno dimostrato che non è ancora una squadra perfettamente rodata, e la pressione dell’ambiente sulla panchina di Baroni potrebbe pesare.
L’Arezzo dovrà giocare con la stessa personalità mostrata contro il Palermo, cercando però di evitare quei cali di concentrazione che, contro una squadra come il Verona, possono costare carissimo.
Il Bentegodi sarà un ambiente completamente diverso dal Comunale, ma proprio per questo rappresenta un’altra grande occasione per capire quanto vale davvero questo Arezzo in Serie B.
di Cesare Lelli

















