La Juve Stabia nel mirino | Stagione 27/27

Domani gli amaranto saranno in trasferta sul sintetico di Castellammare di Stabia per affrontare una squadra che sulla carta è dietro di noi, ma sul campo ha conquistato più punti di noi.
Le Vespe gialloblù sono una delle realtà più solide della B degli ultimi anni avendo conquistato due playoff consecutivi, società con poche risorse sì ma con le idee chiare. Quest’anno però sono partite con la zavorra di 4 punti di penalizzazione, in classifica ufficiale sono a 9 punti dopo 10 giornate, terzultimi, ma sul campo ne hanno fatti 13 frutto di 3 vittorie, 4 pareggi, 3 sconfitte, e arrivano a questa partita con un buon rendimento avuto nelle ultime giornate, avendo conquistato 8 punti nelle ultime 5, squadra che paradossalmente come l’Arezzo riesce ad esprimersi meglio in trasferta rispetto a quanto ottenuto negli scontri casalinghi.
La Juve Stabia con in panchina Pietro De Giorgio, 38 anni, calabrese, gioca con un 4-3-3 puro, e lo fa con una padronanza e un’identità ben precisa.
Nell’ultima gara a Empoli mister De Giorgio ha schierato: Vukovic che è un portiere croato che ha saputo conquistarsi la titolarità con buone prestazioni, molto bravo tra i pali riesce a farsi rispettare anche nell’area piccola, la linea difensiva era composta da Maggioni, ex amaranto, giocatore che spinge con buona continuità, Bellich e Bettella, coppia centrale che si integra alla perfezione e con il primo che riesce a trovare la via del gol con continuità nelle proiezioni offensive e soprattutto nei calci piazzati, Douglas sull’altra fascia è giocatore che fa della spinta e degli inserimenti il proprio biglietto da visita. A centrocampo Karic è un giocatore di gamba, Buglio (o Pierobon) che si occupa di dettare i tempi della manovra, e Kumi altro giocatore molto insidioso soprattutto negli inserimenti. Davanti Candellone, Di Nardo, Sibilli rappresentano un trio offensivo di qualità per la categoria.
La Juve Stabia è squadra che lascia giocare: 30% di possesso a Empoli, 36% a Cremona, si abbassa, ti aspetta e riparte, ha subito 11 gol in 10 partite, non è imperforabile, ma concede pochissimi tiri in porta (solo 6 subiti nelle ultime 3). Il punto debole sono le palle inattive difensive e le fasce, dove paradossalmente la grande spinta prodotta dagli esterni espone la difesa alle ripartenze e agli 1 contro 1 degli attaccanti.
L’Arezzo deve giocare una partita accorta ma con la personalità per puntare al risultato pieno, dopo due sconfitte e un pareggio, servirebbe un colpo da grande squadra per non scivolare nella zona playout.
FORZA AREZZO
di Vecchia Guardia

















