6A GIORNATA – UN PAREGGIO DAL RETROGUSTO DOLCE AMARO

Si respira un’aria strana, al Città di Arezzo, quando le squadre entrano in campo: l’AREZZO indossa finalmente il completo amaranto, tanto atteso, finalmente, verrebbe da dire, nella ripresa giocherà verso la Curva Sud Lauro Minghelli, e tutti quanti sappiamo quanto supporto riescono a dare i ragazzi del tifo organizzato durante la partita, figuriamoci se la ripresa viene giocata da quella parte! Eppure sembra esserci, nell’aria, uno strano sentore di timidezza, paura di essere presi alla sprovvista, di un errore, magari veniale, che potrebbe indirizzare la partita verso un destino sbagliato: la lunga sosta è servita, sì, a recuperare un po’ di forze, ad allenarsi con continuità, facendo un richiamo importante al lavoro svolto in estate, e a recuperare quei giocatori che hanno saltato la preparazione estiva (Pattarello su tutti, ma anche Cerri, Mancuso e Ferrari, che la preparazione l’hanno solo sfiorata o sono arrivati all’ultimo tuffo, a campionato già iniziato), oppure si sono dovuti fermare per acciacchi più o meno importanti (iaccarino, Tavernelli e Renzi, cui si è aggiunto anche l’ultimo arrivato Olivieri), ma non ha cancellato del tutto, perché è stata esaminata e riesaminata in tutti i dettagli, gli effetti dell’ultima amara sconfitta subita contro il Sud Tirol. E’ la terza partita casalinga dall’inizio del campionato, ma in casa, ad oggi, si contano solo due sconfitte entrambe amare, anche se maturate con motivi diversi: contro il Palermo, in quella che è stata, a mio modo di vedere, la partita più spettacolare giocata dagli amaranto, una sconfitta all’ultimo secondo, con la gara praticamente scaduta ed un’invenzione che fa naufragare la stupenda rimonta contro la squadra più forte del campionato, e contro, appunto, il Sud Tirol, dove la squadra, subito il primo gol, si è sciolta come neve al sole, senza opporre alcuna resistenza… Tanto per gradire, poi, scende al Città di Arezzo quella Cremonese indicata da tutti gli addetti ai lavori come la seconda più logica candidata alla promozione diretta, dopo il Palermo, vista l’altissima qualità della rosa; vero che la squadra lombarda annovera diverse assenze (Pontisso, Stukler, Rocchetti, Gerli, Bonazzoli e Duric non sono proprio dei semplici rincalzi, anzi…), ma i grigiorossi sono comunque tra i favoriti del campionato. Questi pensieri, in testa a diversi tifosi e sicuramente – in fondo sono persone umane anche loro, no? – anche in quella degli amaranto, fanno si che l’approccio alla partita sembri alquanto timoroso; da ambo le parti si cerca il possesso palla, che appare però sterile, con leggera supremazia lombarda, ma i pericoli corsi dai portieri sono proprio pochi: solo Nunziante deve porre rimedio ad una “situazione sporca”, creatasi poco prima del 20’ primo tempo, ma, al di là di diversi tiri ribattuti o lontano dallo specchio della porta delle due squadre, poco o nulla succede; si va così al riposo con uno 0-0 sul quale, a fine gara, metterei sicuramente la firma: in fondo sarebbe importante, comunque, smuovere la classifica! Cambia tono, invece, la ripresa: l’AREZZO scende in campo con un piglio diverso e in pochi minuti diventa padrone del campo: sgomberata la mente dai cattivi pensieri, gli amaranto, spinti anche dalla Curva Sud, mettono alle corde gli avversari, che faticano a recuperare palla e campo; i cambi di pecchia non sembrano portare i risultati sperati mentre quelli di Bucchi, che decide, poco dopo il quarto d’ora della ripresa, di cambiare tutto il fronte d’attacco (fuori Pattarello, poco incisivo, Cerri, pericoloso solo una volta con un miracolo di Fulignati, e Leone, al debutto da titolare in una posizione non sua – discreto comunque il suo apporto – e dentro Arena, Mancuso e Tavernelli, al rientro dopo l’infortunio che lo ha visto assente per oltre un mese): proprio da una combinazione Arena -Tavernelli nasce il secondo vero pericolo per la porta grigiorossa, ma il tiro del tifernate, in spaccata, finisce di poco a lato. Di lì a poco ci prova anche Mancuso: stessa sorte; adesso la supremazia amaranto è schiacciante, la Cremonese è rimasta in 10 per una grossa ingenuità di Pezzella, ammonito due volte nel giro di due minuti, e Bucchi prende il coraggio a 4 mani ed inserisce anche Cianci, al fianco di Mancuso; l’AREZZO ci prova fino all’ultimo, ma la Cremonese si difende alla meglio e il risultato non cambia: uno 0-0 (è il secondo di giornata. Il terzo del campionato, fin qui registrato) che smuove la classifica, ma lascia qualche rimpianto, comunque davvero minimo: in questo campionato fermarsi a dire “se avessi vinto” o “meritavo qualcosa in più”, si rischia di perdere di vista la cosa più ovvia: ogni punto è prezioso, e quindi quando non puoi vincere – e non sempre lo potremo fare – bisogna sapersi accontentare anche del pareggio; in fondo, lo dimostrano i risultati di ieri, come quelli delle giornate precedenti; pareggiare ieri, tutto sommato, ci ha fatto guadagnare una posizioni: siamo dodicesimi, si, ma solo per la “combinazione” dei dati della classifica, perché come punti saremmo settimi.
La 6a giornata fa registrare 3 vittorie interne (Avellino – Sampdoria 4-1; Benevento – Cesena 2-0; Modena – Hellas Verona 3-2); 4 vittorie esterne (Empoli – Palermo 2-4; L.R. Vicenza – Pisa 0-3; Catanzaro – Mantova 1-3 e Padova – Carrarese 0-2) e 3 pareggi (Arezzo – Cremonese e Sud Tirol – Ascoli entrambe 0-0, Virtus Entella – Juve Stabia 1-1), per un totale di 29 reti, secondo miglior risultato dall’inizio del campionato; si sono registrati ben 7 clean sheet (record stagionale), mentre la Carraese conquista la prima vittoria del campionato, per di più fuori casa, tirandosi fuori al momento dall’ultimo posto e comunque in pieno play out. Il Sud Tirol , fermato dall’Ascoli sul pareggio, scivola al 4^ posto, superato sia dal Mantova che dal Modena, entrambe vittoriose. Comincia ad allungarsi, nelle prime posizioni, la classifica: in testa il solito Palermo, con 16 punti, seguito dal Mantova a 14 e dal Modena a 13; seguono il Sud Tirolo, con 12 punti e l’Ascoli, migliore delle neo promosse, con 11; chiudono la zona play off Pisa, Benevento ed Avellino tutte con 10; ai margini, ma staccate di ben 3 punti un quartetto di squadre formato da Hellas Verona, Cesena, Padova ed Arezzo (zavorrato dalla differenza reti, in virtù del maggior numero di reti subite – 13, come L.R.Vicenza e Sampdoria, ma va sottolineato che 12 reti sono state subite in 3 partite: Palermo (3), Verona (5) e Sud Tirol (4)) . Un terzetto, formato da Virtus Entella, Cremonese ed Empoli, a 6 punti, precede la zona play out, dove si collocano L.R. Vicenza e Carrarese, rispettivamente a a 5 e 4 punti, mentre la zona retrocessione vede coinvolte Sampdoria, 4 punti, Catanzaro, 3 e Juve Stabia 2 (ma con 4 punti di penalizzazione sulle spalle).
Di rilievo alcuni risultati, a cominciare da Benevento e Cesena (2-0 per i padroni di casa) Empoli-Palermo (2-4), L.R. Pisa (0-3), Padova – Carrarese (0-2) e Modena.-Hellas Verona (3-2). Adesso sono 3 le squadre che non hanno ancora subito sconfitte: Palermo, Mantova e Sud Tirol, mentre la squadra con il maggior numero di sconfitte è il Catanzaro (5), seguito da Empoli, Carrarese e Sampdoria. Il miglior attacco è quello del Palermo, con 14 reti realizzate, seguito dal Mantova con 13, e dall’Hellas Verona con 12; le peggiori difese, come già detto, sono quelle di AREZZO, L.R. Vicenza e Sampdoria, con 13 reti subite, seguite dal Catanzaro con 12.
L’attenzione, ora si sposta alla 7ma giornata: l’AREZZO andrà a Genova, contro la Sampdoria che non riesce ad uscire dalla spirale negativa che l’ha vista sconfitta ben 4 volte, che ha, ironia della sorte, gli stessi gol segnati e subiti degli amaranto: fatti e 13 subiti; in settimana la società ha riconfermato Corradi alla guida tecnica dei blucerchiati, ma il suo destino, è stato già anticipato, sarà deciso proprio dal risultato di domenica prossima. Per diversi giocatori amaranto sarà un “battesimo” importante: calcheranno per la prima volta l’erba di un campo che ha visto giocare campioni di livello internazionale, a cominciare dalla coppia di gemelli del gol tra le più prolifiche del calcio italiano: il compianto Gianluca Vialli e l’attuale C.T. della nazionale, Roberto Mancini; i blu cerchiati scenderanno in campo con gli artigli affilati, affamati come sono di vittoria; giocheranno alla morte, con il coltello tra i denti, ma proprio il nervosismo (visti contro l’Avellino, onestamente, sono stati ben poca cosa, ma lo stesso è capitato all’AREZZO a Verona e contro il Sud Tirol, non dimentichiamocelo!) che stanno accumulando potrebbe portarli a compiere degli errori che l’AREZZO dovrà essere pronto a sfruttare al meglio; a mio modo di vedere sarà per l’AREZZO ed i suoi tifosi una “prova di maturità”: in campo i giocatori dovranno affrontare gli avversari con la massima concentrazione, dal primo all’ultimo minuto, senza aver fretta e stando attenti a non commetterlo loro, qualche errore! I tifosi, invece, per la prima volta in trasferta senza limitazioni di sorta, dovranno dimostrare la loro intelligenza, senza cadere in tranelli e provocazioni che potrebbero precludere a limitazioni o negazioni future.
La partita, chiuderà la giornata che sarà comunque ricca di partite interessanti: il match clou sarà sicuramente Mantova – Palermo (sabato ore 17,15), ma avranno un certo fascino anche Pisa -Cremonese (sabato ore 19,30) e Cesena – Avellino, che farà da prologo proprio alla partita degli amaranto; aprirà la giornata Hellas Verona – Catanzaro, venerdì alle 20,30, cui seguiranno Ascoli – Empoli, Benevento – L.R. Vicenza, Carrarese – Modena e Padova – Virtus Entella, tutte venerdì alle 15,00, quindi Juve Stabia – Sudtirol domenica alle 15,00. Una giornata, insomma, nella quale, aspettando Sampdoria – Arezzo, ci sarà comunque da divertirsi.
Noi, come al solito, saremo lì, ad urlare come sempre il nostro FORZA AREZZO!!!
di Patrizio Blonda

















